16 May

ECONOMIA CIRCOLARE COME OPPORTUNITÀ DI CAMBIAMENTO

In un mondo che sta subendo una trasformazione dirompente dei suoi usuali sistemi economici, ambientali e sociali, il tema della sostenibilità non è mai stato così sentito e necessario come oggi. Il recente termine “antropocene” usato per descrivere la moderna era geologica in cui viviamo, implica giustamente che in questa epoca l’essere umano è diventato la causa dominante della rimodellazione del nostro ambiente. È evidente come un’economia basata sul processo lineare take, make, use, dispose (estrarre, produrre, utilizzare e gettare), senza considerazione dei limiti planetari naturali, non possa continuare indefinitamente. È necessaria una modalità diversa di fare business.

 

Tra la vasta gamma di strumenti concreti sviluppati per imboccare la strada verso questo cambiamento emerge nitidamente quello dell’Economia circolare, un deciso cambio di paradigma rispetto all’approccio lineare attuale, che agisce unendo il fronte economico a quello sociale ed ambientale, con l’obiettivo di “chiudere il cerchio”, puntando ad un modello in cui gli scarti diventino risorse e generino valore, mitighino i rischi e creino nuovi posti di lavoro.

 

I futuri interventi legislativi, già in fase di delineamento da parte dell’Unione Europea, vedono l’introduzione del pensiero circolare in Europa come fattore di crescita, competitività e sostenibilità.

Si parla di efficacia anziché di efficienza; non si tratta quindi di ottimizzare i processi e ridurre gli scarti, bensì di adottare un approccio sistemico completamente differente e di ripensare alle attuali modalità di gestione della catena di fornitura, di sviluppo dei prodotti, di organizzazione dei processi produttivi, di rapporto con il mercato e di gestione delle risorse energetiche.

 

Le singole aziende possono cogliere e declinare in base alla propria natura e al proprio business l’enorme opportunità offerta dai nuovi modelli di business dell’economia circolare, legati alla valorizzazione delle materie prime seconde, all’estensione dei cicli di vita dei prodotti, al recupero e riciclo, al riuso e alla creazione di soluzioni innovative per la condivisione e l’offerta come servizio di risorse materiali e immateriali.

 

L’applicazione di questi modelli per la transizione verso l’Economia circolare non sarebbe possibile senza fare ricorso ad un importante abilitatore: l’innovazione tecnologica.

Grazie a tecnologie digitali (mobile, comunicazione machine to machine, cloud computing, social e big data analytics), ingegneristiche (riciclo avanzato, progettazione modulare e scienze biologiche e dei materiali), e ibride (un mix delle prime due, come ad esempio la stampa 3D), le imprese possono sviluppare delle capacità circolari che permettono di creare e gestire filiere più produttive, sviluppare prodotti migliori ma anche di entrare in contatto e coinvolgere una base più ampia di consumatori, facendoli diventare parte integrante del processo di creazione del valore e di sviluppo di una nuova cultura di business.

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