10 Mar

Arrivano i biomateriali

Nel Novecento, con la rapida diffusione del consumo di massa, le persone si sono abituate a concepire un ciclo di vita lineare per gli oggetti e per i materiali di cui essi sono composti: dalla fase della produzione, a quella della distribuzione, sino al momento dello smembramento industriale, cioè dell’incenerimento.

Con il termine biomateriali ci si riferisce invece a quei materiali che si rapportano positivamente con i sistemi biologici e che, dove possibile, risultano competitivi con i corrispettivi artificiali in termini di caratteristiche fisiche e di costi. Nella maggior parte dei casi si tratta di materiali biocompatibili, cioè capaci di essere metabolizzati dagli organismi viventi senza alcuna conseguenza dannosa per le loro funzioni vitali. Negli ultimi anni si è intensificata notevolmente la ricerca, lo sviluppo e la produzione di biomateriali per utilizzi quali l’imballaggio, la realizzazione di sacchetti e borse, e l’edilizia. Anche l’aspetto normativo può contribuire a questo processo: si pensi alla normativa introdotta nel 2014 in Italia che vieta la commercializzazione di sacchetti di plastica, sostituiti da allorain gran parte con borse in bioplastica a base di amido di mais.

Si faccia anche riferimento alla recente notizia che IKEA, il colosso svedese dell’arredamento, ha annunciato l’imminente test di un materiale alternativo al polistirolo a base di micelio, l’apparato vegetativo dei funghi, dalla consistenza rigida e dal forte potere isolante. Il polistirolo è considerato uno dei materiali più ostili per l’ambiente, in quanto il suo riciclaggio è poco diffuso e il tempo di decomposizione in natura di una singola vaschetta può arrivare sino a mille anni. D’altra parte, una confezione di dimensioni simili realizzata in un biomateriale come il micelio, può essere lasciata in un luogo aperto, come il proprio giardino, e scomporsi fungendo da nutrimento per altri organismi viventi. Quello di IKEA è un gesto significativo, in quanto si presenta come esempio virtuoso per altre aziende e per la società verso una maggiore ricerca e un più diffuso impiego dei biomateriali.

Si tratta comunque soltanto di alcuni esempi del concetto sottostante all’idea stessa di biomateriale: quando si parla di biomateriali ci si avvicina a una visione circolare della produzione, dove lo scarto non è più dannoso, ma ricco di opportunità.

Giacomo Falchetta

Giacomo Falchetta

Giacomo Falchetta, veneziano, si laurea in Economia e Scienze Sociali nel 2015 alla Libera Università di Bolzano. E’ appassionato e motivato a prestare il proprio contributo a questioni legate a economia ambientale, cambiamento climatico, sostenibilità e sharing economy. Al momento è tirocinante al Terra Institute di Bressanone.
Giacomo Falchetta
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